In questi ultimi periodi continuo ad imbattermi in situazioni, letture o dialoghi che hanno come argomento comune l’Ego.

Sul gruppo Facebook Uni One abbiamo postato un video in cui ci prendevamo un pò in giro proprio per sottolinearci il fatto che dobbiamo stare attenti a non ricadere in quello che viene chiamato Ego Spirituale, nuova moda new age di comportarsi da santoni “soloiosolaverità” o guru “sotuttoio”, per aiutarci a rimanere nella nostra naturalità e a smettere di indossare maschere, che poi è parte dello spirito con cui vogliamo condividere il nostro lavoro attraverso TRIDEO.

Una persona che chiamerò L. ci ha condiviso un articolo preso dal blog Libre che parla proprio di questi argomenti.

Siccome sono convinta che niente è a caso, ho deciso di approfondire l’argomento cercando di sentire quale significato può avere per me l’Ego.

Ti scrivo qui di seguito le conclusioni a cui sono arrivata, poi se vorrai mi dirai il tuo parere o ciò che senti tu.

La prima domanda che mi sono fatta, cercando di essere più onesta possibile è stata: in quale situazione agisco, penso e dico in modalità “Ego a mille”?

In effetti non sempre sento di essere egoica, ma spesso sì, lo riconosco…..

…lo ammetto!

E quando agisco, penso, parlo in quella modalità perché lo faccio?

Lì è stata dura ammetterlo…..

lo faccio perché in quel momento ho paura: di qualcosa, di qualcuno.

Entro in modalità protezione e cedo il comando all’Ego che gestisce il mio comportamento sulla base di ciò che è meglio per me rispetto ai condizionamenti sociali.

Quindi è emerso forte e chiaro il concetto che quando sono serena e a mio agio mi concedo di essere naturale; quando ho paura o sono a disagio uso schemi mentali preconfezionati, chiamati maschere, che permettono all’Ego di gestire in modo automatico i miei comportamenti e pensieri.

Non è facile essere consapevoli di questi meccanismi, soprattutto vederli nel mentre vengono usati, ma se ci alleniamo un pochino e lo mettiamo come focus potremmo vederne delle belle!

Potremmo imparare tante cose su di noi che nemmeno il “Corso dei Corsi” potrebbe eguagliare.

In questi giorni di riflessioni ho imparato un giochino carino che mi permette di lasciar cadere le maschere e smascherare l’Ego:

Quando mi accorgo che gli ho lasciato il comando, nel mentre mi sta facendo fare o dire una determinata cosa, cerco di sforzarmi invece di fare o dire proprio ciò che l’Ego non vorrebbe, il suo esatto contrario.

Mi spiego meglio: ad esempio vengo colta in fallo su un errore che ho commesso. In un primo momento mi viene una certa sensazione di ansia alla bocca dello stomaco. Poi l’Ego si fa avanti e mi mette in bocca parole di giustificazione o mi fa dare la colpa dell’accaduto a qualcun altro. Sento che ho in qualche modo paura di essere considerata responsabile dell’errore per X motivi. Se me ne accorgo in tempo posso mettere l’azione di riconoscere la mia parte in quell’errore e dirlo apertamente. Ho sbagliato nel fare questo e quello. Nel momento stesso in cui lo dico sento una paura immensa ma, se le permetto di mostrarsi in tutta la sua terrificante magnificenza, la maschera di Miss Perfettini cade e rimane solo Me o ciò che sono veramente. In quel momento la paura svanisce e lascia il posto a una bella sensazione di sollievo.

Ammetto con tutta tranquillità che spesso non ho la prontezza d’animo di mettere in pratica il giochino, a volte è più facile lasciare che l’Ego faccia il suo lavoro, ma almeno sono consapevole di quello che sto facendo, pensando, dicendo.

La consapevolezza aiuta!

E anche sentire un pò di compassione per noi stessi, stiamo facendo del nostro meglio e l’Ego non è altro che una protezione automatica che cerca a suo modo di impedirci di sentire dolore, ansia, preoccupazione.

Anche se poi non fa altro che inguaiarci di più, riconosciamogli almeno il merito di provaci.

Povero Ego bistrattato da tutti, chi lo vuole uccidere, chi lo vuole annientare…. in realtà fa parte di noi, è un nostro aspetto. Va tenuto nella sua giusta funzione ma, secondo me, è assurdo pensare di eliminarlo.

Elimineresti una tua mano solo perché il santone di turno ti ha convinto che è male?

Quanto questa guerra all’Ego è produttiva per noi? Quanto è indotta dai nuovi schemi di comportamento dettati da false correnti spirituale? Noi siamo tanto, anche oltre il nostro corpo fisico e l’Ego fa parte di noi.

Il mio motto preferito è: del maiale non si butta via niente!

Anche tutti i nostri aspetti fisici e non, sono utili a noi stessi , anche ciò che non ci piace o ci hanno inculcato che è brutto o da eliminare!

E tu? cosa ne pensi?

Grazie per aver letto fino a qui…..

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arianna lorenzini
 

Operatore olistico. Guaritore spirituale. Operatore I.N.D.I.C.I. Operatore Bio well. Operatore Human Body Scanner. Ipnotista metodo HypnosEloy. Ricercatrice nel campo energie sottili. Formatore. Creatrice del metodo Armonia Vitale e del metodo Olipunto. Presidente dell'associazione Il Canto della Vita

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